28 novembre 2019

Dal Giapponismo all’arte del manifesto

Anche qualcosa di effimero, consumabile, riproducibile e di poco valore come un cartellone pubblicitario può diventare arte.

Nato, come commistione di testo e immagine, il manifesto diventa – in parallelo con lo sviluppo della litografia a colori – un vero e proprio genere sia in Europa che negli Stati Uniti fiorendo inizialmente con un linguaggio ibrido, tra eredità accademiche ed eclettiche e l’invenzione, via via sempre più decisa, di nuove formule.

A fine Ottocento, ancora in cerca dei propri codici, il manifesto è facilmente influenzabile da mode e entusiasmi figurativi, ma scopre uno stile che sembra corrispondere con naturalezza alle caratteristiche che la pittura occidentale attribuiva alla arti e in particolar modo alle xilografie e alle stampe giapponesi.

La strada che trasforma il manifesto pubblicitario da accattivante annuncio commerciale in oggetto d’arte e da collezione passa per il Giappone. Scopri come nell’approfondimento della mostra.

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