Archivio Mostre
Una mostra dedicata alla pittura del ‘700 nel Veneto che ha scoperto capolavori dei grandi maestri e riscoperto, facendolo conoscere al grande pubblico, l’artista di origine rodigina Mattia Bortoloni.
Ospitata nella Pinacoteca di Palazzo Roverella e curata da Alessia Vedova, la mostra è stata promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, dall’Accademia dei Concordi e dal Comune di Rovigo e ha presentato una selezione mozzafiato di magistrali opere dei Tiepolo, Piazzetta, Pellegrini, Ricci, Balestra e altri “titani” del Settecento veneto, accostandoli per la prima volta ad una accurata selezione di opere mai viste del Bortoloni.
Il Gatto con gli Stivali, soddisfattissimo dell’accoglienza molto calorosa che a lui e al Signor marchese di Carabat è stata riservata a Palazzo Roverella, lascia Rovigo per trovare, per qualche altra settimana, dimora a Sarmede. Una parte della mostra che ben 7.672 visitatori hanno ammirato nelle sale del Roverella sarà infatti trasferita nel Palazzo Municipale di Sarmede per essere proposta al pubblico trevigiano e del vicino Friuli.
Ad occuparsi della nuova accoglienza per il celebre Gatto sarà la Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia, che ha sede appunto a Sarmede, Fondazione che ha collaborato con la Fondazione Cariparo e l’Accademia dei Concordi per dare vita alla bellissima rassegna appena conclusa a Rovigo.
L’Art Déco, affermatasi negli anni '20 e '30 è caratterizzata da numerose sfaccettature e si ispira alle geometrie dell’universo della macchina, alle forme prismatiche delle costruzioni metropolitane e a modelli di una classicità persuasiva nei propri canoni di eleganza, che in particolare si sono espressi attraverso la figura di una donna nuova, emancipata e moderna.
La mostra "Déco. Arte in Italia 1919-1939" ha indagato l'esperessione di tale temperie artistica in Italia, paese in cui il gusto Déco si è svilupatto con caratteristiche originali. La mostra, visitata da oltre 40 mila visitatori, di gran lunga il miglior risultato della storia quadriennale dei grandi eventi espositivi di Palazzo Roverella, ha inteso rendere maggiormente noto al grande pubblico un periodo artistico italiano spesso tralasciato, offrendo una chiave di lettura che ha privilegiato la produzione pittorica, senza tralasciare la scultura e le arti applicate. Nelle 11 sezioni della mostra sono state esposte opere di Giacomo Balla, Umberto Brunelleschi, Guido Cadorin, Duilio Cambellotti, Felice Casorati, Galileo Chini, Fortunato Depero, Feruccio Ferrazzi, Cornelio Geranzani, Alberto Martini, Giò Ponti, Giulio Aristide Sartorio, Mario Sironi, Ernesto Thayaht, Vittorio Zecchin.
Esposizione di illustrazione per l'infanzia che ha condotto i più piccoli, ma non solo, alla scoperta dell’incantato del mondo di Pinocchio e dei più noti personaggi della fantasia come maghi, folletti e streghe.
Visitata da oltre 10.000 persone, la mostra è stata realizzata in collaborazione con la Fondazione Mostra Internazionale d'Illustrazione per l'Infanzia di Sàrmede, ed è stata arricchita da una speciale sezione dedicata alle illustrazioni natalizie di Štepán Zavrel, il grande illustratore cecoslovacco che, reduce dalla Primavera di Praga, trovò rifugio tra le colline di Sàrmede dando vita 26 anni fa alla Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia.
“La Belle Epoque”: poco meno di quarant’anni di storia europea connotati da un tumultuoso sviluppo, da una incrollabile fede nel progresso, dalla spensieratezza e da tante, belle donne.
L’arte seppe farsi specchio di questi tempi. Registrando il trionfo del “beau monde”, un Paradiso in terra apparentemente inesauribile, minato, o forse solo sottolineato, dai più diversi eccessi.
La mostra ha potato a Palazzo Roverella circa 130 dipinti e una ventina di affiches. Per raccontare, lungo il fil rouge del ritratto femminile, ma non solo, le mode e le pose, le pause dell’intimità e della ricreazione, i momenti pubblici con le escursioni al parco o alle riviere, le promenade e i rendez-vous, le sfilate di moda, le gite al lago o al mare, la vita notturna nei teatri e nei tabarin, i veglioni, i casinò, le passeggiate a cavallo, i riti mondani, le galanterie ma anche i vizi e gli eccessi di quest’epoca.
Donne belle e selvagge, colori ed emozioni forti. Ma anche i silenzi e la dolcezza del paesaggio naturale. Tutto questo e' Mario Cavaglieri (1887-1969), un artista che per molti e' oggetto di culto e tuttavia "nascosto" ai piu'.
La mostra, con 150 opere esposte (alcune delle quali tornano per la prima volta in Italia), ripercorre per intero la sua vita artistica: dagli esordi, che ritraggono la vita quotidiana, alle grandi stagioni di Ca' Pesaro e delle Biennali di Venezia, che documentano una vena creativa autentica e personalissima, fino ai dipinti eseguiti durante il suo definitivo ritiro in Francia che ci offrono un grande artista ancor piu' libero da ogni condizionamento.
Esistono meraviglie d'arte che felicemente sorprendono i visitatori occasionali in luoghi nei quali per ragioni storiche e geografiche non potevano verificarsi fioriture artistiche. Considerando che ormai da decenni questa situazione esiste nel Polesine, un tempo meglio definito Polesine di Rovigo, e' giunto finalmente il momento di far conoscere le meraviglie d'arte esistenti in questa provincia stretta tra il Po e l'Adige, con una mostra singolare che presenta opere eseguite da importanti maestri in un ampio arco di tempo, dal XV al XVIII secolo, durante il quale i grandi fatti artistici incalzanti si sono succeduti lasciando in questo territorio testimonianze decisamente "meravigliose".






