“Egitto Ritrovato. La Collezione Valsè Pantellini” a Palazzo Roncale dal 14 aprile al 1 luglio 2018

A Rovigo un affascinante ritorno al passato per riscoprire una delle civiltà più suggestive della Storia. Dal 14 aprile al 1° luglio 2018 è possibile infatti ammirare i reperti più significativi della prestigiosa collezione egizia, patrimonio dell’Accademia dei Concordi.

È stata inaugurata al Palazzo Roncale di Rovigo, “Egitto Ritrovato. La Collezione Valsè Pantellini”Promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con l’Accademia dei Concordi e il Comune di Rovigo, con il coordinamento del gruppo Egitto Veneto e – in qualità di partner – l’Università degli Studi di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia, per la prima volta rende visibile al pubblico una parte dei reperti della Collezione che, completa, conta oltre 500 pezzi.

Tra i pezzi più interessanti il cofanetto ligneo per ushabti in forma di sarcofago, appartenuto al principe Iahmes Sapair, figlio del faraone della XVII dinastia Seqenera-Djehuty-Aa, il sigillo cilindrico databile alle prime dinastie, due stipiti di falsa porta in calcare bianco con figure a bassorilievo e due frammenti di stipiti con iscrizioni in calcare bianco. C’è anche una stele familiare databile al tardo Medio regno, una serie di bronzetti votivi di divinità e numerose statuine funerarie. E ancora, amuleti risalenti all’Età tarda, statuette lignee, una maschera di sarcofago in legno dipinto, due frammenti di cartonnage di mummia, una stele policroma lignea di Epoca tolemaica e un contenitore per cosmesi a forma di donna, per trasportare i visitatori al tempo delle piramidi.

“Una collezione di tutto rispetto, la maggiore per numero di reperti e per interesse del territorio veneto. È l’occasione per rimettere mano a un patrimonio di notevole pregio scientifico che il pubblico deve poter conoscere e ammirare” — Paola Zanovello, coordinatrice del progetto Egitto Veneto

Tutti questi reperti rimasti rinchiusi nei cassoni con cui hanno lasciato le terre del Nilo rivedono oggi la luce e finalmente possono essere ammirati.

E due in particolare suscitano molta curiosità. Meryt e Baby, due mummie di cui si conosce ancora poco. Nei prossimi mesi però, si cercherà di svelare i misteri che le avvolgono attraverso indagini diagnostiche, tac e esami di vario tipo, tra cui l’analisi con il metodo del carbonio C14, che saranno svolte dalle equipe delle Università di Padova e Venezia, dell’Ospedale di Rovigo e del laboratorio del Museo Egizio di Torino, in collaborazione con la Polizia Scientifica del Triveneto, che tenterà anche una ricostruzione tridimensionale dei corpi per dare un volto a questi due testimoni d’Egitto. Un affascinante percorso scientifico che potrebbe trasformare la leggenda di Meryt e Baby in storia.

Per rendere l’esposizione ancora più emozionante i visitatori possono assistere al restauro di Meryt e Baby eseguito, sotto i loro occhi attenti, dalla restauratrice Cinzia Oliva, tra i massimi esperti del settore.

“Procederemo con la pulizia e la messa in sicurezza, schederemo i bendaggi e proveremo a ricostruirne di speciali dove mancano: qualcuno li ha strappati alla ricerca di preziosi e amuleti.” Cinzia Oliva – restauratrice specialista del Museo Egizio di Torino

Tutto questo non via ha incuriosito?

L’ingresso è gratuito, tutti i giorni dalle 9 alle 19.00. Sabato e festivi 9.00-20.00.