Il Demone della Modernità chiude con oltre 26.000 visitatori e un grande plauso da parte della critica

IL DEMONE DELLA MODERNITÀ è stato ammirato da oltre 26.000 visitatori, provenienti soprattutto dalle città venete, Padova in primis.
“Il risultato è positivo nel complesso anche se inferiore al record del 2014”, afferma il Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti. “Ci era chiaro che una mostra senza i “soliti noti” poteva risultare meno attrattiva per quei visitatori che cercano nelle mostre soprattutto opere già viste o autori già ben noti. Abbiamo tuttavia voluto correre questo rischio perché ci premeva, prima di ogni altra considerazione, la qualità del progetto scientifico. Questa qualità è stata riconosciuta, in modo unanime, dalla critica nazionale e dal pubblico più colto che quest’anno ha scelto Rovigo tra le sue mete culturali. Il nostro era, ed è, un progetto di più definito posizionamento di Palazzo Roverella nella straripante offerta espositiva italiana, mai così intensa come in quest’anno, per la concomitanza congiunta di Expo e della commemorazione della Grande Guerra.
Sapevamo di dover affrontare la concorrenza di operazioni quale la mostra “Tutankamom, Caravaggio, Van Gogh” nella vicina Vicenza, della mostra curata da Vittorio Sgarbi sulla grande pittura emiliana a Bologna, di “Boldini – De Pisis” al Castello di Ferrara, di “Piero Della Francesca” a Reggio Emilia, e ancora “Boldini” a Forlì, poi la Biennale e le grandi mostre veneziane, oltre a quelle milanesi intorno ad Expo. Un anno di grandissima concorrenza, quindi. Un anno difficilissimo per una realtà non centrale come è Rovigo.
Tuttavia quest’anno ci è servito per collocare Rovigo, sede che si sta conquistando un suo prestigio e una sua notorietà, ad un livello qualitativo ancora più accreditato. Un più preciso “posizionamento”, quindi, un investimento sull’immagine e sul futuro, anche a scapito di un risultato “di tappa”.
Ora, conquistata la critica e portati per la prima volta a Rovigo i più sofisticati protagonisti del mondo dell’arte, non possiamo che tornare a crescere.
Sono certo lo faremo già dal 2016, con la grande proposta che il prof. Giandomenico Romanelli ha messo a punto per il suo terzo appuntamento con il pubblico del Roverella.
Ancora una volta l’indagine privilegerà il rapporto tra Europa e Italia negli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio del nuovo secolo. Ma partendo dal mondo francese, da personalità assolute come Gauguin”.

L’appuntamento per approfondire i risultati e conoscere la nuova mostra è fissato per il 30 giugno alle ore 11.00 a Palazzo Roncale in Piazza Vittorio Emanuele 27 a Rovigo.