LA PINACOTECA DELL’ACCADEMIA DEI CONCORDI
E DEL SEMINARIO VESCOVILE DI ROVIGO

LA PINACOTECA
La collezione di dipinti copre l’arco temporale dal XV al XVIII secolo ed è frutto della passione per la pittura di alcune nobili famiglie rodigine che nell’Ottocento donarono le loro quadrerie al prestigioso istituto rinascimentale, testimoniando un mecenatismo culturale che ci consente ancora oggi di godere di una rassegna di dipinti, prevalentemente di scuola veneta ed emiliana, che offre un panorama quasi da manuale d’arte di storia dell’arte.

Dal 20 novembre 2015 al 7 febbraio 2016 alcune delle opere più prestigiose della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi sono state esposte in un nuovo allestimento a Palazzo Roverella. Di rientro dalla Valle d’Aosta dove durante i mesi estivi sono stati ammirati da migliaia di visitatori al Forte di Bard (AO), i capolavori della Pinacoteca sono stati esposti al grande pubblico secondo un percorso scientifico suddiviso in 9 sezioni: il gotico, Bellini e i belliniani, i Fiamminghi, il Cinquecento veneto, i pittori della realtà, la pittura di paesaggio, i pitocchi, i ritratti, i pittori foresti nella Venezia del Seicento.
E’ stata un’occasione unica per ammirare grandi maestri della pittura italiana quali Giovanni Bellini, Palma il Vecchio, Tiziano Vecellio, Dosso Dossi, Jacopo Tintoretto, Palma il Giovane, Giambattista Piazzetta, Giambattista Tiepolo.

Durante la mostra temporanea AL PRIMO SGUARDOopere inedite dalla Collezione dell Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo (27 febbraio – 5 giugno 2016)  le opere della Pinacoteca sono ritornate nella collocazione e allestimento originari e sono visibili al piano ammezzato di Palazzo Roverella.

PER SAPERNE DI PIU’…

PALAZZO ROVERELLA
Nel 1474, l’anziano e potente cardinale Bartolomeo Roverella promosse la costruzione di un maestoso palazzo nella piazza maggiore di Rovigo. Con la sua mole imponente l’edificio doveva testimoniare il grande prestigio raggiunto dalla famiglia dei Roverella, stabilitasi a Ferrara, ma originaria di una località omonima posta tra Rovigo e Lendinara.
Non ci è purtroppo pervenuto il nome dell’architetto che progettò il palazzo, anche se è possibile ipotizzare che non fu estraneo il giovane Biagio Rossetti. L’improvvisa morte del committente nel 1477, ne determinò l’interruzione dei lavori di costruzione.
L’uso spesso improprio che se ne fece fin dal tardo Cinquecento, contribuì a moltiplicare nei secoli gli interventi, spesso inadeguati, di ristrutturazione interna e così a accelerarne il suo degrado.
Alla fine della seconda guerra mondiale fu iniziato il restauro della facciata, la quale, percorsa da tre ordini di aperture di varia forma e misura posate su robuste colonne marmoree, si presenta particolarmente armoniosa, grazie anche al gioco cromatico creato dal rosso del mattone e dal bianco dei marmi.
Il resto del palazzo non ha goduto di alcuna reale attenzione sino al 1985, quando ormai molte altre sue parti si erano ulteriormente deteriorate.
I lavori di ristrutturazione interna, iniziati nel 2000 ed eseguiti dal Comune di Rovigo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, hanno portato alla riqualificazione di questo importante bene immobile, diventato ora la prestigiosa sede della Pinacoteca dell’Accademia dei Concordi e del Seminario

L’ACCADEMIA DEI CONCORDI

L’Accademia dei Concordi, sorta nel 1580 circa per iniziativa del conte Gaspare Campo, comincia ad occuparsi di pittura verso la metà del secolo XVIII commissionando ai maggiori pittori veneti una serie straordinaria di ritratti di rodigini illustri e di protettori veneziani.
Anche diversi nobili cittadini cominciano allora ad interessarsi di pittura. Il conte Giovanni Francesco Casilini diventa un vero collezionista d’arte veneta del Quattrocento e del Cinquecento; riunisce nel suo palazzo quasi duecento opere che decide poi di lasciare in legato all’Accademia dei Concordi dimostrando illuminata sensibilità.
Con l’arrivo nel 1833 della collezione Casilini ha origine la pinacoteca dell’Accademia dei Concordi. In seguito altri generosi cittadini donano i loro dipinti. Un notevole incremento avviene nel 1878 con il legato di metà della collezione dei conti Silvestri; l’altra metà va al Seminario Vescovile di Rovigo. Il terzo importante legato si verifica nel 1901 grazie al commendatore Albano Gobbetti.
Nel 1982 la Pinacoteca del Seminario Vescovile, ricca di circa duecento opere, è stata affidata all’Accademia dei Concordi; è avvenuta cosi la riunificazione della collezione Silvestri. Si costituisce in questo modo una pinacoteca ricca di opere prevalentemente di arte veneta dal secolo XV al secolo XVIII, tra le quali spiccano alcuni capolavori conosciuti in tutto il mondo.