L’Archeologia

Tra miti e riti: viaggio alle origini



Viaggio alle origini


Mummie, cofanetti, amuleti, sonagli, spade, bronzetti. Dall'Antico Egitto a romani, etruschi e greci. Esplorando la collezione scoprirai il legame tra preziose testimonianze archeologiche e antichi culti.

Un viaggio mistico, intenso, affascinante.


Dei, eroi e antichi rituali ricchi di fascino.

Orari

Ti aspettiamo dal 28 settembre 2019
Vieni a trovarci ogni giorno
da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 19.00
sabato, domenica e festivi dalle 9.00 alle 20.00

L’ingresso è gratuito

Preparati ad affrontare un viaggio mistico,
intenso e affascinante.

Ultime notizie

Con il favore degli dei

Gli dei sono esigenti. O perlomeno i nostri avi li immaginavano così.
Cercavano risposte, previsioni, salute, fortuna o perdono. E, in cambio, offrivano loro doni di ogni tipo. Alcuni di questi hanno attraversato il tempo e sono arrivati fino a noi.

Una spada del XIII secolo a.c., una serie di bronzetti votivi, amuleti apotropaici (per allontanare le forze del male), sonagli, mestoli, vasi, coppe e molti altri oggetti votivi, alcuni appartenenti a corredi funebri che evocano veri e propri banchetti, preparati per ingraziare gli dei e accompagnare il defunto nell’aldilà.

La collezione archeologica dell’Accademia dei Concordi riunisce a Palazzo Roverella preziose testimonianze che aprono le porte di un mondo arcaico, fatto di divinità, eroi e rituali pagani. Ricco di simboli, di misteri, di speranze e anche di magia.
Un affascinante viaggio alla scoperta dei riti e degli strumenti con cui egiziani, greci, etruschi, romani e veneti antichi rispondevano a un bisogno che affonda le radici nelle profondità della natura umana: il bisogno di dio.

Un viaggio mistico

Onorando gli dei, gli antichi si aspettavano in cambio la realizzazione dei loro desideri. Simbolo di questa devozione è una serie di bronzetti votivi, con raffigurazioni di varie divinità del pantheon greco e romano. Tra i più antichi, alcuni Kouroi e una Kore databili al VI-V secolo a.C., che testimoniano un passaggio di culti della Grecia arcaica nel mondo etrusco e forse anche veneto.

Dal mondo romano arrivano invece alcuni oggetti con funzione apotropaica. Ne sono un esempio il fascinus, rappresentato da tre amuleti a forma di fallo in bronzo per proteggere dai malefici, e alcuni tintinnabula, sonagli che venivano esposti all’ingresso delle case per tenere lontano con il loro suono gli spiriti maligni.

La religiosità antica è un mondo tanto affascinante quanto complesso e oscuro. Un ruolo di spicco in questo panorama spetta ai corredi funerari, ricchi di contenitori in bronzo, ceramica e vetro, destinati al rituale del banchetto o delle libagioni in onore del defunto. Ecco allora preziosi vasi da simposio, lapidi, armi, ma anche oggetti d’ornamento e d’arredo domestico, che gettano un ponte tra l’uomo e la sfera del sacro.

Sono solo alcune delle tappe del viaggio nel tempo che ti aspetta. Un viaggio mistico, intenso, affascinante.

Una porta per l'aldilà

Una solida abitazione, cibo per nutrirsi e utensili per l'uso quotidiano come anfore, monili, vestiti. Statuette funerarie e un corpo conservato in modo integro. Secondo gli egizi la vita dopo la morte era possibile, ma solo ad alcune condizioni.

La prima di queste è il luogo a cui dobbiamo quasi tutto quello che oggi siamo capaci di raccontare sulle usanze oltremondane egizie: la tomba.

Considerata la casa dove vive il defunto ed è divisa in due zone. Una parte pubblica, punto di contatto tra il mondo dei vivi e quello dei morti, dove si svolgono le offerte per il defunto e il suo culto memoriale; un’altra, invece, inaccessibile ai vivi, dove il defunto giace accompagnato da tutto ciò che è indispensabile per la sua vita ultraterrena.

Verso i campi di Osiride

Un’altra condizione per rendere possibile la vita dopo la morte era quella di conservare il corpo in modo integro. Ed è per questa ragione che, nel corso dei secoli della loro storia, gli egizi hanno dato vita ad un complesso rituale che noi conosciamo con il nome di mummificazione.

Meryt e Baby, sono i nomi delle due mummie conservate nella sezione Archeologia e appartenenti rispettivamente a una donna e ad una neonata e che risalgono al IV secolo a.C.

Ma non solo. Un altro elemento essenziale per sostenere il defunto nella sua dimora ultraterrena è il corredo funerario. Cofanetti di legno per ushabti, sigilli cilindrici, stipiti di falsa porta. Ma anche una stele familiare, bronzetti votivi di divinità e numerose statuine funerarie chiamate Ushabti che hanno il compito di svolgere i lavori pesanti al posto del defunto nei campi di Osiride, sovrano dell’Aldilà.

Opere indelebili ti racconteranno la storia di un’antica civiltà dove la morte non era un tabù ma un’opportunità per prosperare in una vita senza fine