Teatri Storici del Polesine

Quando Gigli, Callas e Pavarotti...



ph Giovanni Hänninen

Magnifici edifici, cuore di infinite storie


Pubbliche e private, consumate in platea o nel chiuso dei camerini. Ogni teatro è una storia fatta di tante storie.

E i Teatri polesani di storie da raccontare ne hanno davvero molte.

Ne abbiamo scelti sette. E a Palazzo Roncale siamo pronti a raccontarti le loro vicende, fatte di momenti straordinari e di tragedie, di grandi debutti e prestigiose prime, di decadenza e resurrezione.


Magnifici edifici, cuore di infinite storie

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Martedì 25 maggio 2021
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I magnifici sette

Sono sette Teatri Storici del Polesine sopravvissuti al tempo e ancora oggi attivi. Magnifici edifici, cuore di infinite storie che a Palazzo Roncale racconteremo con immagini, suoni e testimonianze.

I sette teatri protagonisti sono il Comunale e il Ferrini di Adria, il Cotogni di Castelmassa, lo Zago di Loreo, il Ballarin di Lendinara, il Sociale di Rovigo e il Balzan di Badia Polesine.

“Qui si è esibito il mondo!”

La grande lirica e non solo. Da Modugno a Morandi, da Lucio Dalla ai Pooh, da Gerry Mulligan ai Genesis. L'elenco dei protagonisti che hanno calcato la scena del Teatro Comunale di Adria è prestigioso.

Due grandi personaggi adriesi: Ferrante Mecenati e Rosita Lusardi (marito e moglie) grazie alle loro relazioni artistiche hanno fatto di Adria un riferimento nazionale per la grande lirica.

Ma accanto alla lirica, il Comunale ha accolto anche l’operetta, la rivista, la prosa, i concerti, il balletto e
la musica leggera in tutte le sue espressioni e con artisti da tutto il mondo.
ph Giovanni Hänninen

Un Teatro per la Patria

Siamo nel 1915 e proprio quando il Teatro Ferrini di Adria è pronto per avviare la propria attività, l’Italia entra in guerra e l’edificio viene requisito dall’Esercito.

Più che allestimenti scenici importanti, prime rappresentazioni o grandi protagonisti, l'importanza del Ferrini è dovuta al ruolo che ricopre negli anni della Grande Guerra.

Il piccolo teatro, infatti, viene utilizzato per ospitare i soldati diretti al fronte, come magazzino di viveri a servizio delle truppe sul Fronte Orientale e anche come rifugio per i profughi dell’Altopiano di Asiago.

Un teatro per la Patria, si sarebbe detto all’epoca.
ph Giovanni Hänninen

Salvato dal cinema

La storia del Teatro Cotogni di Castelmassa è simile a quella di molti altri piccoli teatri del Polesine.

Nato sulle ali dell’entusiasmo per l’opera in musica, è costretto per ragioni economiche ad allargarsi ad altri generi: i concerti, l’operetta, la prosa. Fino a quando lo spettacolo più in voga diventa il cinema e il teatro Cotogni si adatta diventando una sala cinematografica.

Questa sarà probabilmente la sua salvezza. Sempre a Castelmassa, infatti, il Teatro San Martino uscirà per sempre dal circuito teatrale per diventare una discoteca.
ph Giovanni Hänninen

Dalla lirica alla grande prosa

Il Teatro di Loreo, sorto nell’area della chiesa sconsacrata dei Santi Pietro e Monica, viene inaugurato nel 1891, ma non si sa con quale spettacolo.

Quello che sappiamo con certezza è che oltre ad alcune rappresentazioni liriche, il teatro ha accolto anche spettacoli di prosa. Qui infatti si sono esibite compagnie importanti come quella di Zago, Micheluzzi, Borisi, Novelli, con un repertorio che comprende commedie e drammi di Carlo Goldoni, Giacinto Gallina, Sem Benelli, Renato Simoni, Gabriele D’annunzio, Dario Nicodemi, Giuseppe Giacosa, Henrik Ibsen, Victorien Sardou e Bertolt Brecht.
ph Giovanni Hänninen

Due secoli di luci e ombre

La storia artistica del Teatro Ballarin di Lendinara è caratterizzata da diversi alti e bassi.

Una partenza che faceva ben sperare, un importante rilancio all’indomani dell’annessione del Veneto al Regno d’Italia, una nuova fiammata negli anni successivi alla Grande Guerra e la trasformazione e l’utilizzo come cinema. Momenti di gloria seguiti sempre da giorni difficili per il teatro.

Adesso la riconversione a sala polifunzionale apre le porte ad ogni genere di spettacolo, con una particolare attenzione per le stagioni di prosa e con la voglia di cambiare la propria storia.
ph Giovanni Hänninen

I grandi interpreti del Sociale

Ecco alcuni dei cantanti e dei direttori d’orchestra che hanno reso grande il Teatro Sociale di Rovigo: Pietro Mascagni, Tullio Serafin, Beniamino Gigli, Giovanni Malipiero, Rosetta Pampanini, Maria Gentile, Mara Zamboni, Mafalda Favero, Toti Dal Monte, Margherita Carosio, Maria Caniglia, Aureliano Pertile, Ferruccio Tagliavini, Tancredi Pasero, Renata Tebaldi, Iris Adami Corradetti, Mario Del Monaco, Maria Callas, Franco Corelli, Giulietta Simionato, Magda Olivero, Alfredo Kraus, Mirella Freni, Luciano Pavarotti, Raina Kabaivanska, Rosanna Carteri, Fiorenza Cossotto, Mara Zampieri, Cecilia Gasdia, Mariella Devia.

Accanto a loro i grandi rodigini Elena Rizzieri, Rina Malatrasi, Katia Ricciarelli, Serena Lazzarini, Nello Romanato, Dino Mantovani, Marina De Liso, Riccardo Zanellato, Paola Gardina.

Non serve aggiungere altro per descriverne la grandezza.
ph Giovanni Hänninen

La Fiera d’Agosto

Le sue porte si aprono ogni anno per i festeggiamenti della Fiera d’Agosto. Ed è proprio durante questo periodo che il Teatro Sociale Balzan di Lendinara ama proporre i suoi spettacoli più importanti.

Addirittura, nell’anno 1900 la mitica edizione della Manon Lescaut di Giacomo Puccini costò più di 15.000 lire, una cifra folle per l’epoca, che rischiò di mettere in crisi gli organizzatori.

La programmazione propone commedie, farse, drammi e operette. Ma sul palcoscenico si ritrovano anche le filodrammatiche locali, i saggi della Società Ginnica e dei bambini delle scuole. Perché nel tempo il teatro Sociale è diventato realmente sociale.
ph Giovanni Hänninen