Nel 2016: un grande evento incentrato su Gauguin e la sua influenza tra Europa e Italia

Sono stati presentati oggi a Palazzo Roncale, a Rovigo, i risultati della mostra “Il Demone della Modernità” ed è stata annunciata la mostra 2016: un grande evento su Gauguin e la sua influenza tra Europa e Italia.
Antonio Finotti, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, nella conferenza stampa di bilancio dell’esposizione dedicata al Demone della Modernità ha voluto delineare il prossimo grande evento, riservando gli approfondimenti a dopo l’estate. Questi mesi sono infatti essenziali per definire, e poter quindi ufficializzare, prestiti ancora in trattativa con importanti musei internazionali.
“Oggi possiamo anticipare – ha affermato Antonio Finotti – che la mostra 2016 si porrà in continuità rispetto alle ultime due mostre, avvalendosi anch’essa della curatela del prof. Giandomenico Romanelli, esperto che ha “firmato” sia Il Demone della Modernità che L’Ossessione Nordica”.
L’indagine si focalizzerà ancora una volta sul rapporto tra Europa e Italia negli anni a cavallo tra fine Ottocento e inizio del nuovo secolo. Ma, nella nuova mostra, sarà focalizzata sul mondo francese, in particolare il mondo di Gauguin che alla fine degli anni Ottanta dell’Ottocento si trasferì nella costa bretone dando vita ad una sorta di eden primitivo e quasi incontaminato.
Questo contesto attrasse molti artisti che si riunirono in vere e proprie piccole consorterie d’arte, vivendo in forma semi-comunitaria, condividendo i soggetti del proprio lavoro focalizzato sulla ricerca di un linguaggio semplice e immediato.
Fu così che nacque la scuola dei “Nabis” che influenzarono e contaminarono l’Europa, Italia inclusa.
“Tra gli artisti più famosi che vedremo in mostra – annuncia il Presidente Finotti – ci saranno Gauguin, Cezanne, speriamo Van Gogh, oltre a Felice Casorati, Gino Rossi e al rodigino Mario Cavaglieri, autore internazionale di grande fascino.
Due gli elementi di novità rispetto alle due precedenti esposizioni: quelle avevano come fulcro il centro e il nord Europa, spingendosi anche all’est del continente, questa invece guarda direttamente e approfonditamente alla Francia, evidenziando poi gli effetti che quanto nato oltralpe ha comportato in Italia e non solo.
Il secondo elemento di novità è la presenza, accanto ad autori importanti ma meno noti al grande pubblico, di alcuni dei grandi nomi della storia dell’arte del momento preso in esame, a partire da un nucleo di opere straordinarie di Paul Gauguin”.