22 gennaio 2018

42.000 visitatori alla mostra secessioni europee. Il miglior 2° risultato di sempre tra le Mostre a Palazzo Roverella

Si è chiusa con 42.000 visitatori l’affascinante esposizione dedicata alle “Secessioni” di Monaco, Vienna, Praga e Roma.
Da sottolineare, al di là dell’eccellente dato quantitativo del pubblico, l’interesse che l’esposizione curata da Francesco Parisi si è conquistata nell’ambito degli specialisti e della critica. In molti hanno sottolineato gli aspetti di novità nell’esposizione rodigina che, per la prima volta, ha messo a raffronto tutte e quattro le grandi Secessioni europee.

Raggiungendo la soglia dei 42.000 visitatori, “Secessioni Europee” si pone al secondo posto nel podio delle mostre più visitate nella storia recente del Roverella. Al primo posto “Ossessione Nordica” che dal 2014 detiene il record con oltre 54.000 visitatori.
Al terzo posto “I Nabis, Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia”, che lo scorso anno chiuse con 37.000 visitatori e a seguire, nelle esposizioni di anni più recenti, “Il Demone della modernità” del 2015, che chiuse con 26.000 visitatori.

E questo in un momento in cui nel raggio di 50 chilometri, la proposta di grandi mostre non è mai risultata tanto forte.
Molti i visitatori venuti da fuori Veneto, più del 30%, a conferma della percezione di questa mostra come di evento “imperdibile”. Ma anche il rodigino ha fatto la sua parte, a conferma che la città e il territorio hanno realmente “scoperto” le mostre al Roverella.
La durata media della visita alla mostra è stata di più di un’ora, con l’ausilio, da parte di quasi la totalità dei visitatori singoli, delle audioguide messe a disposizione gratuitamente. Lusinghiere le recensioni della stampa regionale e nazionale, che ha riservato molto spazio a questa esposizione rodigina e lusinghieri anche i commenti sul registro ospiti in mostra oltre che sul web.

A prevalere, tra i visitatori, sono stati i singoli, ovvero le persone che hanno scelto di visitare la mostra da soli o in piccoli gruppi Questo tipo di target rappresenta più del 90% del totale.
I gruppi organizzati (fino a 30 persone) sono stati quasi 200 per un totale di oltre 5.400 persone.

Le classi scolastiche in visita sono state circa 500 per un totale di oltre 10.000 tra alunni e insegnanti accompagnatori. Va ricordato che per tutti gli alunni l’ingresso alla mostra era al prezzo speciale di 2 euro e per quelli di Padova e Rovigo le visite tematiche e i laboratori didattici gratuiti.
Questo per una precisa volontà della Fondazione che in linea con le proprie strategie di intervento vuole educare all’arte e alla cultura a partire dalle fasce giovanili.
Mentre le scuole sono risultate provenire principalmente dalle province di Rovigo e Padova, i gruppi hanno raggiunto il Roverella dal Veneto e poi nell’ordine da Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna e Lombardia.
Rovigo pare aver metabolizzato l’importanza di accogliere al meglio i visitatori.
È cresciuto il numero di ristoranti e bar aperti di domenica, relegando al passato l’immagine di turisti inutilmente a caccia di un panino, che aveva contraddistinto i primissimi anni del Roverella.
Dimostra di piacere anche l’abbinata tra il Roverella e il dirimpettaio Palazzo Roncale. L’esposizione dei Capolavori dei Concordi, allestita in via temporanea a Palazzo Roncale e con accesso gratuito è stata ammirata da oltre 6.000 persone.

Un ottimo risultato”, commenta il Presidente della Fondazione Antonio Finotti. “Ci pare poter dire che oggi Rovigo, e il Roverella, sono visti con interesse dal “mondo dell’arte”. Una posizione che il Roverella si è conquistato sul campo, anno dopo anno, direi mattone sopra mattone, con una proposta culturale di qualità, dotata di fisionomia e coerenza e di una sua, costante originalità”.
Con “Secessioni”, continua il Presidente Finotti, “abbiamo voluto anche proporre l’esperimento, durante le festività natalizie, di apertura agevolata della mostra. Il prezzo speciale di due euro ha attratto soprattutto molti rodigini, soprattutto famiglie, giovani e giovanissimi, persino gruppi di adolescenti. È stato un esperimento positivo che costituirà elemento di ulteriore riflessione perché, come Fondazione, abbiamo il dovere di allagare la frequentazione culturale nei nostri territori, proprio rivolgendoci a coloro che ne hanno minore consuetudine. Ed è indubbio che i giovani sono tra costoro”.

Calato il sipario sulla mostra “Secessioni”, Palazzo Roverella chiuderà i battenti fino alle metà di marzo, tempo utile per allestire la prossima mostra dedicata al Cinema in Polesine. Ma per i dettagli occorre aspettare la presentazione alla stampa in programma il prossimo 7 febbraio.

Condividi questo Articolo