8 Marzo 2021

Chagall chiude in anticipo e la mostra sui Teatri non apre. Ma la nostra fucina non si ferma…

Marc Chagall chiude in anticipo. E la mostra sui Teatri del Polesine non apre. Non nella data programmata, almeno. Due duri colpi alla programmazione delle grandi mostre a Rovigo inferti dal colore arancione che ha bloccato il Veneto. Ma la nostra fucina non si ferma…

Il ritorno del Veneto in zona arancione ci ha costretto a chiudere definitivamente la grande mostra “Marc Chagall. Anche la mia Russia mi amerà”. Con una settimana di anticipo.

Mentre il 15 marzo avrebbe dovuto aprire i battenti la nuova mostra allestita a Palazzo Roncale, “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti… I Teatri Storici del Polesine”.

Nelle settimane di apertura contingentata, dopo la precedente chiusura, Chagall ha viaggiato costantemente intorno a quota 600 visitatori al giorno, ovvero al “tutto esaurito” dei posti concessi dalle normative anti-covid.

Un numero che contavamo di superare nell’ultima settimana di apertura, dall’8 all’11 marzo. Per soddisfare le numerosissime richieste, permettendo a quanti più visitatori possibile di ammirare le opere di Chagall, l’orario di apertura era stato infatti prolungato fino alle 21.

La mostra Marc Chagall. Anche la mia Russia mi amerà ha qualificato Palazzo Roverella come sede espositiva di livello ormai internazionale e conferma Rovigo come meta riconosciuta per il vasto popolo delle mostre. Un’esposizione che, se non avesse dovuto subire le limitazioni imposte dalle misure per il contenimento del Covid-19, avrebbe superato i 70.000 visitatori.

– Gilberto Muraro, Presidente Fondazione Cariparo
Cosa stiamo preparando per te

Covid permettendo, Palazzo Roverella è pronto a riaprire il prossimo 1° aprile con la mostra “Vedere la Musica. L’arte dal Simbolismo alle avanguardie”, che si potrà ammirare fino al 4 luglio 2021.

L’esposizione, curata da Paolo Bolpagni, accompagnerà le visitatrici e i visitatori in un viaggio tra due arti, che parte dalla fine del XX secolo.

A dare il la al percorso, il filone pittorico ispirato alla musica di Wagner. Nel 1902 la Secessione di Vienna dedica una mostra a Ludwig van Beethoven. Mentre con l’arrivo delle avanguardie, negli anni Dieci del Novecento, le note di Johann Sebastian Bach ispirano pittori come Vasilij Kandinskij, Paul Klee, František Kupka, Félix Del Marle, Augusto Giacometti e molti altri.

E via via, passando per il Cubismo, il Futurismo, il Neoplasticismo, fino al Dada e al Surrealismo, la musica si conferma un riferimento assoluto, divenendo centrale in Kandinskij e Klee, non meno che per altri protagonisti delle avanguardie europee.

Esempi emblematici di questa “fusione delle arti” creano una mostra-spettacolo di assoluto fascino.

A venti passi dal Roverella, a Palazzo Roncale, fervono i lavori per l’esposizione “Quando Gigli, la Callas e Pavarotti… I Teatri Storici del Polesine”, che – fino al 27 giugno 2021 – rievoca la storia e le vicende di 7 meravigliosi teatri polesani: il Sociale di Rovigo, il Comunale e il Ferrini di Adria, il Cotogni di Castelmassa, lo Zago di Loreo, il Ballarin di Lendinara e il Balzan di Badia Polesine.

Noi siamo pronti. E non vediamo l’ora di tornare ad aprire le porte all’arte.

A presto (speriamo)!

Condividi questo Articolo