1 luglio 2019

Mostra Giostre, che successo!

La mostra di Primavera più visitata di sempre

Con oltre 8.000 visitatori, la mostra Giostre. Storie, Immagini, Giochi segna il nuovo record tra le mostre di primavera di Palazzo Roverella, promosse dalla Fondazione Cariparo in collaborazione con il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi.

Curata da Roberta Valtorta e – per il percorso riservato alla pittura – da Mario Finazzi, la mostra Giostre ha infatti registrato un incremento del 24% rispetto alle mostre Cinema nel Polesine del 2018 e del 30% rispetto a Pietro Donzelli e il Delta del Po del 2017. All’esposizione ha partecipato anche il Museo della Giostra di Bergantino, che con la sua tradizione giostraia ha saputo evolversi con i tempi, spesso anticipandoli.

Esempio di un Polesine che sa farsi forte delle sue tradizioni per offrire le sue straordinarie abilità a livello mondiale.

Un viaggio tra storia e attualità

La mostra è stata particolarmente apprezzata soprattutto per il mix tra passato e presente declinato attraverso fotografie, pitture, giocattoli, modellini e carillon. E sono proprio i “reperti” storici i più apprezzati non solo dai singoli visitatori, ma anche da gruppi e studenti: sono stati, infatti, più di 4.000 gli alunni e gli insegnanti provenienti dalle scuole delle province di Padova e Rovigo (ma non solo).

Con la mostra Giostre si è conclusa anche l’esposizione Concordi, Collezioni e Collezionisti. La genesi di una grande quadreria a Palazzo Roncale, limitata nei weekend, che ha registrato oltre 1.000 visitatori.

Venti d’Oriente soffiano a Rovigo

E adesso, calato il sipario sulla mostra Giostre, Palazzo Roverella chiuderà battenti fino alla fine di settembre. Ma non temere: siamo già pronti a ripartire con una grande esposizione dedicata al “Giapponismo in Europa”!

Un percorso di grande fascino ed eleganza che, attraverso le opere di grandi artisti europei come Van Gogh, Gauguin, De Nittis, Degas e Bonnard, porterà alla scoperta di un’arte nuova che il Sol Levante ha saputo regalare alla cultura occidentale.

Non vedo l’ora

Condividi questo Articolo