5 marzo 2020

Visioni dell’Inferno dà il via a La Quercia di Dante

Dal 6 marzo, Palazzo Roncale dà il via alle celebrazioni del padre della lingua italiana con un grande evento che raccoglie le opere di grandi maestri come Dorè, Rauschenberg e Brand ispirati dalla Cantica dell’inferno del capolavoro assoluto di Dante, ma non solo.

Forse non tutti lo sanno, ma il più grande poeta della nostra letteratura è stato in Polesine. E narra la leggenda, che proprio in Polesine, Dante abbia smarrito la via e che a salvarlo, in quel frangente, fu un’enorme quercia che da quel momento ha preso il suo nome.

La Rovra di Dante, sopravvissuta quasi sette secoli, dal 2013 non domina più il paesaggio del Delta, ma è l’ispirazione, a quasi 700 anni dalla morte del Sommo Poeta, per un articolato progetto culturale – intitolato La Quercia di Dante che porterà  a Rovigo iniziative culturali, itinerari naturalistici, conferenze e molto altro per celebrare il più grande poeta della nostra letteratura.

Il fulcro del progetto è a Palazzo Roncale con la mostra Visioni dell’Inferno, dove protagonista assoluta sarà la prima delle tre Cantiche della Divina Commedia.

Una discesa all’Inferno scandita dall’incontro con i capolavori che sono stati ispirati dalle parole immortali del poeta.

Tre secoli, tre linguaggi, tre artisti

L’Inferno è la cantica più potente e evocativa e ce lo ricordano i tre artisti in mostra. Gustave Dorè, Robert Rauschenberg e Brigitte Brand, tre artisti stranieri, scelti per testimoniare l’universalità incarnata dalla Divina Commedia.

Ogni artista si fa portatore di una propria personale visione dell’Inferno, di un’interpretazione, una personalità, una tecnica e un modo di intendere l’arte differente che accompagnano il visitatore in un viaggio lungo tre secoli, dall’Ottocento ad oggi.

Rappresentazioni classiche e dissacranti si alternano a preziose edizioni antiche, racconti del territorio, ma anche ispirazioni contemporanee e ironiche come le illustrazioni di  Patrick Waterhouse e Walter Hutton, due giovani artisti inglesi provenienti da Fabrica, il laboratorio creativo fondato da Luciano Benetton e Oliviero Toscani.

Io son nomato Pippo e son poeta / or per l’inferno ce ne andremo a spasso / verso un’oscura e dolorosa meta.

La vena ironica che attraversa la mostra senza mai indulgere in superficialità è confermata anche dall’incontro con L’Inferno di Topolino, originalissima versione in cui Pippo, che interpreta Virgilio, accompagna il topo più famoso della Disney alla scoperta dei gironi.

Una mostra che metterà d’accordo diverse personalità, dagli amanti dell’arte ai più piccini, dai puristi a chi non ha paura di confrontarsi con accostamenti inediti.

Scopri la mostra

Oltre la mostra

La mostra rappresenta il cuore di un vasto programma di iniziative culturali, che accompagneranno l’intero periodo espositivo. Il calendario prevede incontri di approfondimento per conoscere più a fondo la figura di Dante e il suo Inferno, ma anche per raccontare la storia della Grande Quercia e del territorio sul quale è nata. Protagonisti degli eventi saranno grandi studiosi e esperti pronti a svelare una Divina Commedia diversa da quella raccontata a scuola.

Voglio un assaggio

La proposte attorno al progetto La Quercia di Dante non potevano non comprendere le ricchezze storiche e paesaggistiche del Polesine che in Polesine riserva bellezze tutte da scoprire. Ad Ariano, luogo natale della Quercia, è possibile con l’arrivo della bella stagione noleggiare delle biciclette. Un po’ di sole, la voglia di esplorare i dintorni e lasciarsi suggestionare dagli itinerari arricchiranno la visita di scorci e bellezze inaspettate.

l’imperdibile occasione di scoprire, sulle orme di Dante, le ricchezze storiche e paesaggistiche del Polesine

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