29 settembre 2026
Mostre a Rovigo: un viaggio nell’arte, dal Polesine al mondo
Man Ray, il Cubismo, Joan Miró. E poi Luigi Groto ed Elisabetta Marchioni, due figure capaci di raccontare la storia e la cultura del Polesine da prospettive sorprendenti. Il nuovo programma di Palazzo Roverella e Palazzo Roncale attraversa epoche, linguaggi e geografie diverse. Porta a Rovigo alcuni tra i grandi protagonisti dell’arte internazionale e, nello stesso tempo, invita a riscoprire personalità del territorio ancora poco conosciute. Non solo un calendario di mostre, ma un viaggio che guarda lontano senza perdere il legame con il luogo da cui parte.
Mostre a Rovigo, da calendario a palinsesto
Per la prima volta Fondazione Cariparo ha presentato un intero biennio espositivo. Una scelta che permette di dare continuità al lavoro dei due Palazzi e di condividere con il pubblico e con la città la direzione dei prossimi anni.
La parola “palinsesto” descrive bene il progetto: come nelle antiche pagine scritte e sovrascritte, le nuove esperienze non cancellano le precedenti ma si integrano nella storia espositiva dei due Palazzi, arricchendola di nuove narrazioni, nuove collaborazioni e nuove occasioni di incontro tra arte e territorio.
Il viaggio comincia nell’autunno 2026 con Man Ray, uno degli artisti più liberi e sorprendenti del Novecento. Proseguirà nel 2027 con una grande mostra dedicata al Cubismo e arriverà nel 2028 all’universo creativo di Joan Miró. Tre appuntamenti che raccontano l’arte delle Avanguardie e la sua capacità di cambiare il nostro modo di osservare la realtà.
Le Violon d’Ingres, 1924, stampa ai sali d’argento, 39×30 cm.
Collezione privata © Man Ray 2015 Trust, by SIAE 2026
Image: Telimage, Paris
Nello stesso periodo, Palazzo Roncale continuerà a esplorare le storie del Polesine attraverso due personalità molto diverse: Luigi Groto – l’“uomo dell’impossibile” – cieco dalla nascita, divenne uno dei più straordinari poeti, drammaturghi e oratori del Rinascimento veneto, ed Elisabetta Marchioni, artista rodigina del Seicento conosciuta per le sue composizioni floreali.
Due Palazzi e due sguardi complementari: Palazzo Roverella apre Rovigo al mondo, mentre Palazzo Roncale mostra quanto mondo sia già custodito nella storia del territorio.
Un percorso iniziato più di vent’anni fa
Questo nuovo capitolo si aggiunge a una storia cominciata nel 2005.
Da allora Palazzo Roverella e Palazzo Roncale hanno ospitato 49 mostre e accolto complessivamente oltre 1,2 milioni di visitatori. Dietro questi numeri ci sono opere arrivate da importanti collezioni, progetti scientifici originali, relazioni costruite nel tempo e un pubblico che ha scelto di tornare, mostra dopo mostra.
Palazzo Roverella ha consolidato la propria presenza nel panorama espositivo italiano attraverso collaborazioni con istituzioni nazionali e internazionali. Palazzo Roncale ha sviluppato un modo originale di raccontare il territorio, riportando alla luce personalità e vicende capaci di parlare anche al presente.
Il programma 2027-2028 segna un ulteriore passo avanti. I nuovi investimenti negli spazi espositivi renderanno i Palazzi ancora più accoglienti e permetteranno a Rovigo di ospitare progetti sempre più ambiziosi.
Da Parigi a Rovigo: la collaborazione con il Centre Pompidou
Il cuore internazionale del biennio è la collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi.
Il museo francese ha chiuso il proprio edificio storico per un grande intervento di rinnovamento, che proseguirà fino al 2030. Durante questo periodo, attraverso il programma Constellation, le sue collezioni e le sue attività espositive raggiungeranno istituzioni partner in Francia e nel mondo.
Rovigo sarà l’unica città italiana ad accogliere due grandi progetti nati da questa collaborazione. Il primo sarà dedicato al Cubismo, il movimento che all’inizio del Novecento ha rivoluzionato il modo di rappresentare lo spazio e la realtà. La mostra riunirà opere dei suoi protagonisti, da Pablo Picasso a Georges Braque e Fernand Léger, grazie a prestiti di eccezionale importanza.
Il secondo progetto avrà come protagonista Joan Miró. Pittura, scultura, incisione e ceramica accompagneranno il pubblico dentro una ricerca artistica che ha attraversato gran parte del Novecento, trasformando forme, segni e colori in un linguaggio immediatamente riconoscibile.
Per chi visiterà Palazzo Roverella, questa collaborazione offrirà la possibilità di incontrare a Rovigo opere che siamo abituati ad associare ai grandi musei internazionali. Un prestito museale, però, non è soltanto lo spostamento di un’opera da un luogo a un altro: è prima di tutto un gesto di fiducia. Richiede competenze scientifiche, elevati standard di conservazione, capacità organizzativa e rapporti solidi tra le istituzioni.
L’arrivo a Rovigo di questi progetti racconta quindi anche il cammino compiuto da Palazzo Roverella e la rete di relazioni costruita in oltre vent’anni di attività.
Due Palazzi, un unico progetto culturale
Se Palazzo Roverella conduce il pubblico verso alcuni dei grandi protagonisti dell’arte internazionale, Palazzo Roncale invita a osservare più da vicino le storie del Polesine.
Luigi Groto, conosciuto come il “Cieco d’Adria”, nonostante la cecità manifestatasi pochi giorni dopo la nascita, divenne una delle personalità più originali e versatili del Rinascimento veneto. Raccontarne la vita e le opere significa riscoprire il Polesine come parte di una rete di idee e influenze che attraversava l’Europa del Cinquecento.
Elisabetta Marchioni, artista rodigina specializzata nella pittura di fiori, sarà invece il punto di partenza per scoprire un più ampio universo di artiste. Figure a lungo rimaste ai margini della storia dell’arte potranno così tornare al centro del racconto.
Le mostre di Palazzo Roncale non si limitano a custodire la memoria. La interrogano, la mettono in relazione con il presente e ci aiutano a guardare con occhi nuovi luoghi e storie che pensavamo di conoscere.
Ritratto in ovale di Luigi Groto detto il cieco d’Adria (1541–1585), inciso in rame, non firmato, in antiporta all’opera di Giuseppe Grotto, La vita di Luigi Grotto cieco d’Adria, 1777
Mostre che trasformano la città
Una mostra non vive soltanto nelle sale che la ospitano.
Comincia prima della visita, quando un’opera o una storia accendono la curiosità. Prosegue nelle strade, nei luoghi e nelle relazioni che accompagnano l’esperienza. E può continuare anche dopo, nel ricordo di un’immagine o in una domanda che ci portiamo a casa.
Una programmazione culturale stabile rende una città più viva e accogliente. Crea occasioni educative, attiva collaborazioni, richiama nuovi visitatori e rafforza il legame tra la comunità e i propri luoghi.
Presentare un intero biennio significa allora offrire a Rovigo un orizzonte sul quale costruire, insieme, accoglienza, promozione e partecipazione. Un percorso che coinvolge Fondazione Cariparo, il Comune di Rovigo, l’Accademia dei Concordi e i numerosi partner che contribuiscono alla realizzazione di ogni progetto espositivo.
Dal Polesine al mondo e dal mondo al Polesine: il viaggio dei prossimi anni è pronto a cominciare.

