Dal 4 ottobre a Palazzo Roverella l’equilibrio perfetto tra ironia e meraviglia di Rodney Smith

4 Luglio 2025

Dal 4 ottobre a Palazzo Roverella l’equilibrio perfetto tra ironia e meraviglia di Rodney Smith

Dal 4 ottobre 2025 al 1° febbraio 2026, Palazzo Roverella accoglie per la prima volta in Italia una grande mostra monografica dedicata al fotografo newyorkese Rodney Smith (1947–2016). Un autore raffinato, enigmatico, celebrato per il suo stile sospeso tra realtà e sogno, che ha saputo fondere rigore formale, humour surreale ed eleganza in scatti diventati iconici. Curata da Anne Morin, l’esposizione presenta oltre cento fotografie, vere e proprie scenografie visive dove la luce naturale e la pellicola diventano strumenti di poesia.

La mostra è promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, in collaborazione con diChroma photography, il Comune di Rovigo e l’Accademia dei Concordi, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, e prodotta da Silvana Editoriale.

In ogni immagine c’è un ordine calmo che riconcilia il caos quotidiano con l’ideale.
Questo è il cuore del lavoro di Rodney Smith: una fotografia che non descrive, ma eleva, suggerisce, invita a sorridere con delicatezza.  

Le sue immagini – sempre analogiche, mai ritoccate – si distinguono per  precisione compositiva e suggestione, evocando mondi teatrali abitati da figure fuori dal tempo, in cui silenzi, simmetrie e gesti minimi si trasformano in narrazione visiva. Acclamato anche da riviste come The New York Times e Vanity Fair, e protagonista di campagne per brand come Ralph Lauren e Bergdorf Goodman, Rodney Smith ha sempre tenuto salda la sua cifra stilistica, fondata sull’equilibrio tra arte e visione, tra filosofia e sguardo.

“C’è più colore nel bianco e nero di quanto ve ne sia nel colore”, spiegava Smith. Un paradosso che racchiude il suo sguardo: essenziale, profondo, capace di moltiplicare i livelli di lettura anche nella più semplice delle inquadrature.

Allievo di Walker Evans, ispirato da Henri Cartier-Bresson e dal cinema di Hitchcock, Malick e Wes Anderson, Rodney Smith non ha mai seguito le mode. Ha scattato principalmente in bianco e nero, abbracciando il colore, con risultati sorprendenti, solo nel 2002. Le sue opere sono oggi parte di prestigiose collezioni internazionali, e questa mostra le riunisce in sei sezioni tematiche – da La divina proporzione a Passaggi – che raccontano un percorso coerente, poetico, mai prevedibile.

Rodney Smith. Fotografia tra reale e surreale è una mostra che incanta, diverte, fa pensare. Un invito a rallentare lo sguardo, a perdersi nell’armonia di un’immagine per ritrovare qualcosa di sé. Da non perdere.

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